Come cucinare il risotto (anche integrale) con la pentola a pressione (pap)

     

    risotto con la pentola a pressione

     

    Tempo:      prep. 2-3 min
                       cott. 18-23 min (integrale)
                       o 6-9 min (carnaroli ecc.)
    Difficoltà:  molto facile
    Dosi:          per 2 persone
    Costo:        basso

     

    Ormai sono più di 13 anni che preferisco cucinare il risotto con la pentola a pressione. Ho iniziato a fare questa “follia” in barca, e continuo a eseguirla dovunque.
    Anche se nella ‘casa galleggiante’ certe azioni di risparmio sono dei passi obbligati per la semplice sopravvivenza, nessuno vieta di ottenere gli stessi risultati utili a tutta la comunità: in primis al budget famigliare, persino nella bambagia di una casa con il gas e l’acqua di rete.

    Per questo e per vari altri motivi inerenti alla sostenibilità, quali il ridurre il consumo di acqua, gli sprechi di cibo o di energia, penso che le persone dovrebbero trascorrere almeno un mese l’anno in barca-camper, in tenda oppure in uno chalet in montagna. In tal modo si vincerebbe finalmente anche la paura mal riposta per l’uso delle pentole a pressione: dai commenti che leggo frequentemente ritengo si tratti di una paura quasi “atavica”.
    Credetemi, stando attenti ai piccoli accorgimenti tipo pulirla adeguatamente, o non riempiendola oltre il livello indicato, o ancora monitorarla costantemente durante il breve tempo di cottura, non rischierete nessuna esplosione; naturalmente come prima regola affidatevi a un’attrezzatura idonea e ben manutenuta.

    Su CHE Food Revolution vi parlo spesso di come essere più sostenibili riducendo i consumi superflui del cibo (vedi qui la dieta CHEtariana); essere più sani aumentando l’assorbimento dei nutrienti presenti nei nostri piatti ridotti di dimensione; ovvero l’ABC dell’alimentazione consapevole. È una pratica non complessa e senza la necessità di essere per forza casalinghi; richiede soltanto organizzazione e una certa dose di determinazione. In cambio, oltre a decrescere facilmente nei vostri consumi alimentari, otterrete con una fava vari piccioni, sia che viviate su una barca, in un camper o una casa: avrete sempre del cibo sano e sostenibile da poter portare a tavola in poco tempo (così anche chi torna tardi dal lavoro, non avrà più scuse per non mangiare bene); consumerete meno energia, meno soldi e meno plastica (il cibo pronto magari non costa molto in termini di budget, ma pesa parecchio sull’ambiente, sulla salute e in ogni caso rimane meno conveniente di quello preparato a casa, persino scegliendo ingredienti di prima qualità); perderete i chili in eccesso sentendovi più in forza; e la soddisfazione nel prodursi in tutte queste azioni positive, vi renderà persone più felici.

    Ed ecco dunque perché vi propongo di preparare questo risotto , risparmiando tantissimo tempo grazie alla pentola a pressione… invece di comprare del riso surgelato, confezionato in una bustina di plastica, dal costo non inferiore ai 3 euro e che sazia a malapena 1 persona.
    Con molti meno soldi potrete permettervi un riso (volendo integrale) biologico, condirlo con le verdure di stagione, magari anche a km zero e mantecarlo con del buon formaggio e olio, sano e sostenibile, senza dover passare l’intero pomeriggio in cucina.

     

    Ingredienti

     

    per un risotto integrale ai porri cotto con la pentola a pressione

    1 bicchiere di riso integrale (messo ammollo almeno per mezz’ora)
    2 bicchieri di brodo vegetale
    Mezza tazzina di vino bianco per sfumare il riso (io non l’ho messo)
    1 porro intero (anche la parte verde)
    1 carota
    1 cucchiaio di olio evo

    per guarnire

    10 g di parmigiano grattugiato (opzionale: io non l’ho messo)
    1 cucchiaio di olio evo a crudo (opzionale: l’ho messo) oppure 1 cucchiaio di burro (opzionale)
    o una spruzzata di limone (molto opzionale: l’ho messo)

     

    Procedimento

     

    Dopo averlo lavato sotto l’acqua corrente, potete mettere a mollo il riso (spiegherò fra poco il motivo di questa scelta opzionale; almeno mezz’ora per quello bianco, o due ore per l’integrale): lo so lavare il riso non è previsto dalla classica ricetta del risotto, il quale necessita di tutto l’amido contenuto; ma dovete sapere che lavando il riso, allontaneremo una parte di eventuali residui di pesticidi (vedi qui i suggerimenti per ridurre la loro concentrazione negli alimenti); e abbatteremo anche una parte del suo indice glicemico, che in una dieta dove si cerca di assumere ridotta quantità di cibo, tenere a bada i picchi glicemici assume una notevole importanza.

    Consiglio in più

     

    Per la fase di ammollo preferisco dedicare almeno 12 ore (perché normalmente utilizzo il riso integrale); in questo modo cerco di ridurre sia i tempi di cottura (circa 5 minuti in meno), facendolo ammorbidire, che la concentrazione di arsenico inorganico: naturalmente presente nel riso, in particolare in quello integrale, basmati, ma anche nei prodotti industriali come le gallette di riso o il riso soffiato, con concentrazioni significativamente superiori.
    Nulla da temere però, almeno per noi adulti occidentali che non seguiamo una dieta basata sul riso (1-2 volte a settimana1); a differenza dei popoli asiatici (per esempio in Bangladesh annualmente si consumano 179.9 kg a persona, contro la media mondiale di circa 53.5 kg2).

    Per non correre inutili rischi, comunque evito di unire i vari prodotti di riso nell’arco della stessa giornata: se ad esempio a colazione bevo il latte di riso, non pranzo con un risotto o non mangio le gallette di riso a merenda.

    Ma se proprio non volete l’arsenico nel vostro riso, perché magari siete in gravidanza o avete dei bimbi piccoli a casa, avrei un suggerimento per voi: oltre ad una durata prolungata di ammollo, cuocete il riso prima in tanta acqua (secondo il ricercatore Prof Andy Meharg dell’Università di Belfast (3) oltre l’ammollo lungo, cuocendo una parte di riso in cinque di acqua, si ottiene una riduzione dell’arsenico dell’80%) poi scolatelo e lavatelo con acqua calda; solo dopo unite con gli altri ingredienti del risotto.
    A titolo informativo vorrei precisare che nonostante io sia a conoscenza di questa sua “particolarità”, preferisco sempre il riso integrale, così da non rinunciare alle sue vitamine e sali minerali e al suo basso indice glicemico

    Nel frattempo lavate sotto l’acqua corrente il porro e le carote.
    Per ottenere una cremosità maggiore con poco amido e poco formaggio (o senza proprio metterlo) utilizzeremo le verdure, per questo motivo tagliatele in due diverse dimensioni: una molto sottile (da far diventare facilmente una purea) e l’altra un po’ più grande.
    Mettete l’olio nella pentola e aggiungete le verdure.
    Subito dopo unite il riso e fatelo sfumare con del vino bianco, mescolando continuamente per 2-3 minuti.
    Dopodiché ricoprite il tutto con del brodo vegetale caldo, salate e chiudete il coperchio della pentola a pressione. Cuocete su un fuoco vivace fino al sibilo e successivamente abbassate l’intensità; dopo circa 15-25 minuti avremo cotto il risotto con la pentola a pressione, anche se usiamo il riso integrale. Se invece voleste usare una pentola normale considerate almeno 30-50 minuti di cottura: la differenza di tempo dipende dal tipo di riso che avete acquistato, per cui seguite i consigli riportati sulla confezione.
    Tenete da parte un po’ di brodo vegetale caldo, da aggiungere nel caso man mano che il riso lo assorbe e/o evapora per la cottura.
    A fine cottura mantecate il risotto con del formaggio e olio per un gusto più tradizionale; oppure per una sferzata di gusto e un ridotto Indice Glicemico
    aggiungete un cucchiaio di succo di limone (per vedere dove altro potete usare il “trucco del limone” vi consiglio di leggere questo articolo).

    Buon appetito e buona rivoluzione a tutti

    Bibliografia
    (1) C E N S I S – PRIMO RAPPORTO SULLE ABITUDINI ALIMENTARI DEGLI ITALIANI
    Sintesi dei principali risultati
    (2) Faostat Last Updated: March 17, 2020 / UN’s specialised agency’s report titled the “The Food Outlook.
    (3) How to cut worrying levels of arsenic in rice that is eaten all over the world July 22, 2015
    Source Queen’s University Belfast https://www.qub.ac.uk/

     

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