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La ricetta turca originale dei Dolma: gli involtini di foglie di vite

deliziosi involtini di foglie di vite guarniti con fette di limone

Preparazione: 40 min

Cottura: 30 min

Difficoltà: media

Dosi: per 4 persone

Costo: medio

Se vuoi andare subito alla ricetta clicca qui

Introduzione alla ricetta originale dei dolma

Se avete visitato Istanbul, sicuramente vi sarete già imbattuti nel termine “Dolma”, ma non in ambito gastronomico… Non vi viene in mente nulla? Mi riferisco al meraviglioso palazzo di Dolmabahçe: porta questo nome perché nel suo rigoglioso giardino (ovvero il suo bahçe) dove ora si passeggia ammirando sia il palazzo reale che le acque blu profondo del Bosforo, un tempo giaceva una pacifica baia; successivamente venne riempita con della terra per creare prima il giardino, ovvero il Dolma-bahçe e poi il palazzo omonimo.
Il termine Dolma (si legge dolmà: quasi tutte le parole in turco si pronunciano con l’accento sull’ultima vocale) deriva dal verbo “doldurmak”, “riempire” in italiano; e sono tante le verdure che utilizziamo per riempire: le melanzane, le zucchine, i peperoni (in Turchia vi è una cultivar di peperoni specifica per questo utilizzo, denominati proprio “peperoni da dolma – dolmalık biber”); i pomodori, le foglie di vite e di verze, i fiori di zucca ma anche i porri ecc.
Il ripieno da usare invece, non è altrettanto variegato; tolto quello di pesce utilizzato prettamente nelle regioni del Mar Nero, ne abbiamo solo 2 tipi: carne e riso, oppure solo riso, se non consideriamo la magica proporzione di spezie e frutta secca presenti. Come avrete intuito la ricetta originale dei dolma che vi proporrò oggi è quella senza carne; in altre parole la versione tradizionalmente vegana.

Prima di proseguire, una doverosa precisazione: la cucina turca benché dia l’impressione di vantare solo piatti di carne, poiché più diffusi nel mondo (kebab, doner, ecc.) in realtà è molto plant-based. Gli stessi dolma senza carne appartengono niente di meno che alla ricca e sostanziosa cucina ottomana. L’assenza della carne (il cui odore inevitabilmente coprirebbe i soavi aromi) consente tra l’altro di assaporare la bilanciata armonia di ingredienti fragranti e delicati: credetemi è un connubio perfetto di spezie e frutta secca da haute-cuisine.

C’è di più: non cambia solo il livello di classificazione, passando da un comfort-food rassicurante, a un fine-food ammaliante, ma anche lo scopo del pasto.
Quelli con la carne difatti “devono saziare”: si mangiano come pasto principale (pranzo o cena) o piatto unico; certamente vengono serviti caldi, con una generosa porzione di yogurt e/o una salsa agrodolce ottenuta dal succulento mix di aglio e melassa di melograno.
I dolma di foglie di vite senza carne, vengono serviti a temperatura ambiente o freddi, ma non per saziare. Si consumano più come antipasto (‘meze’) in una tavolata di Raki (bevanda superalcolica nazionale, conosciuta anche come “il latte di leone”) insieme magari a l’hummus (qui puoi trovare la ricetta), alla favà (fave servite fredde: clicca qui per la ricetta).
Per fortuna il loro utilizzo è “ampiamente previsto anche per chi non fa uso di alcol”: non è raro incontrarli sui banchetti preparati dalle signore durante l’immancabile ora del tè; tavole imbandite per la convivialità delle amiche, dove insieme ai dolma e i bicchierini da tè che ricordano un tulipano, trova posto il kısır ben speziato (l’insalata di bulgur di cui la ricetta originale puoi leggere qui); le polpette di lenticchie rosse (clicca qui per la ricetta) o i börek (involtini di yufka – una sorta di pasta fillo spessa – riempiti con verdure e/o formaggio e/o carne).

Ancora un po’ di storia e tradizioni. Quando dobbiamo specificare quelli con la carne, usiamo solo il termine dolma, aggiungendo il nome della verdura: ad esempio dolma di peperoni o dolma di melanzane; per indicare invece quelli senza carne, ecco comparire un termine che vi suonerà strano, d’altronde sono cose turche! “Zeytinyağlı dolma” ovvero “dolma con olio di oliva”, sempre seguito dal nome della verdura utilizzata.
Non mi capite male, nessun turco si offenderebbe nel caso non sapeste come ordinare il dolma desiderato; ma so quanto amiate conoscere e rispettare i dettagli della gastronomia, divertendovi con la puntigliosità; potrei limitarmi ai vari modi di riempire la pasta, a seconda dei ripieni e delle forme: agnolotti, anolini, agnolini, cappelletti, cappellacci, casunziei, culurgiones, ravioli, tortellini, tortelli, tortelloni ecc.

Differenza tra i dolma e i sarma

Forse i più esperti staranno pensando: “Ma allora i sarma cosa sono?”. Nei Balcani, per dire, si usa la parola “sarmale” che deriva dal turco “avvolgere”. Effettivamente sarebbe più corretto chiamare i dolma oggetto della presente ricetta sarma; in quanto più che riempire la foglia, la usiamo per farne un involtino: avvolgendo il ripieno. Ma in Turchia il termine tecnicamente corretto non viene abbracciato da tutti; addirittura i puristi non lo usano quasi mai, rimanendo sui dolma di foglie di vite o di verza.

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Perché le foglie di vite non si mangiano in Italia?

Un paese famoso nel mondo per il suo fantastico vino, non sfrutta le foglie di migliaia di vitigni sparsi su tutto il territorio; rappresentando anzi un costo ulteriore al settore viticolo per la loro sfogliatura e conseguente smaltimento come materiale di scarto.
Non ho una risposta precisa all’enigma, tranne la più semplice: non esiste la cultura dei dolma.

Dunque volentieri porto il mio contributo, condividendo con voi questa ricetta originale dei dolma di foglie di vite; spero di fare cosa gradita agli amici che ambiscono alla sostenibilità: non solo per l’etica ma anche per la salute.

Aspetti salutari dei dolma

Siamo sempre alla ricerca di super alimenti pieni di antiossidanti e non possiamo smaltire le foglie di vite con superficialità, senza sfruttare la loro grande ricchezza: vitamine A, E, C e K, sali minerali come calcio, magnesio e ferro e importanti bio-molecole quali gli antociani, tannini e il resveratrolo(1,2). Il resveratrolo viene prodotto da alcune piante in risposta allo stress (rottura, freddo ecc.) e fa parte di una classe specifica delle molecole di difesa, la fitoalessina; è efficace contro le infezioni, gli effetti nocivi dei raggi ultravioletti(3) e in assoluto come elemento importante per il miglioramento generale dello stato di salute; inoltre previene vari tipi di cancro, malattie cardiovascolari e aterosclerosi(4) date le sue proprietà anti-età, vasoattive e vasoprotettive.

Inevitabile pertanto che questa delizia sostenibile, economica e molto salutare entrasse a far parte dei piatti di CHE Food Revolution.
Fatevi un favore la prossima stagione, raccogliete le foglie di vite e sbizzarritevi con questa ricetta originale dei dolma; non dimenticando però che fino alla prossima estate potreste “esercitarvi” con le altrettanto buone foglie di biete, cavoli neri, verze e anche dei porri.

Ingredienti per l'ottima ricetta originale dei dolma

  • 35 foglie di vite fresche (o altro: tenetene qualcuna in più per ogni evenienza)

  • 1 bicchiere di riso bianco: l’ammollo di mezz’ora sarà sufficiente (se riso integrale circa 3 ore)

  • 500 ml di acqua calda (per la cottura delle foglie di vite)

  • 150 ml di acqua calda (per la pre cottura del riso)

  • 300 ml di acqua calda (per la cottura dei dolma)

  • 60 ml di olio evo (per la pre cottura del riso)

  • 40 ml di olio evo (per la cottura dei dolma)
    (Olio: non dimenticate che questa è la ricetta originale dei dolma; dimezzarne le quantità è più che sufficiente)

  • 2 cucchiai di succo di limone (per la cottura dei dolma)

  • 2 cipolle

  • 1 cucchiaio di zucchero (la ricetta originale lo prevede ma si può evitare)

  • 2 cucchiai di pinoli (se non li avete potete usare anche le noci)

  • 1 cucchiaio di ribes neri secchi (in caso di difficoltà nel reperirli, potete usare anche la sultanina)

  • 1 cucchiaino di pimento/allspice

  • 1 pizzico di cannella

  • 1 cucchiaio di menta secca o se l’avete 2 cucchiai di quella fresca

  • 3 cucchiai di prezzemolo sminuzzato

  • sale, pepe qb

    per guarnire

  • 1 limone (tagliato a fette)

  • foglie di aneto, o prezzemolo (opzionale)

Procedimento facile per la ricetta originale dei dolma

Finora ho affermato quanto la ricetta originale dei dolma di foglie di vite sia economica, salutare e persino sostenibile; ma non vi ho detto che è anche facile!
Ci vuole solo una certa manualità e tanta pazienza, specialmente agli inizi. Ma non un’abilità particolare: al limite impiegherete un minuto intero per un dolma “ermetico”.
Da anni in commercio si trovano degli attrezzi per creare l’involtino, a mo’ di macchinetta per le sigarette; io mi trovo meglio a mano.

Step 1. Ponete il riso in ammollo. Nel frattempo lessate le foglie di vite fresche nell’acqua bollente e salata per circa 4-5 minuti; (potreste anche inserirle brevemente dentro un contenitore pieno di acqua con ghiaccio: per mantenere il loro colore) dopodiché mettetele da parte a sgocciolare e asciugare.

Step 2. In una padella grande fate rosolare le cipolle tagliate a piccoli cubetti; aggiungete i pinoli per farli dorare un poco: in questa fase si dovrebbe provvedere allo zucchero (come detto prima io ne faccio a meno).

Step 3. Risciacquate per l’ultima volta il riso, scolate e aggiungetelo nella padella; mescolate con un cucchiaio e unite anche gli altri ingredienti e spezie insieme a 150 ml di acqua.

Step 4. Fate cuocere il ripieno fino a quando non assorbe completamente l’acqua; spegnete il fuoco e lasciatelo raffreddare a temperatura ambiente.

Consiglio in più

Tra le spezie forse il pimento potrà farvi penare un po’ nel reperirlo: nel caso fosse impossibile, applicate un mio trucco nato proprio dal concetto “dell’esigenza che fa virtù”: dopo tante ricerche e prove, posso garantire che se mescolate le stesse unità di misura di chiodi di garofano, cannella e noce moscata grattugiati (tutti e tre), potrete ottenere un aroma molto ma molto simile al pimento (o yenibahar in turco)

Step 5. Su un tagliere abbastanza grande aprite una foglia di vite con la parte della venatura rivolta all’insù. Ora ponete al centro il riempimento di un cucchiaio raso (non deve essere strapieno altrimenti la foglia si rompe durante la cottura), ma vicino il picciolo che avete accuratamente tagliato; piegate prima i lembi laterali per non far uscire il ripieno e avvolgete la foglia, tenendola ben stretta tra le dita.

Il risultato finale somiglierà ad un dito e il ripieno non dovrebbe né vedersi né fuoriuscire; pena un “dolma vuoto” che oltre a rasentare un paradosso, sarebbe anche brutto da vedere.

Step 6. Nella base della pentola in cui cuocerete i dolma, mettete prima le foglie di forma irregolari o rotte, e adagiatevi sopra i dolma uno accanto all’altro su più piani (dipende dalla dimensione della pentola e dal diametro dei dolma). Aggiungete 4 cucchiai di olio evo (io ne metto 2), il succo di limone e circa 1,5 bicchiere di acqua calda (per la quantità d’acqua regolatevi considerando che più o meno dovrebbe arrivare a metà altezza dei dolma).

Step 7. Una volta finito di stiparli, copriteli con un piatto di porcellana, della dimensione giusta per entrare nella pentola senza lasciare spazi vuoti: in tal modo eviteremo ai dolma di gonfiarsi con l’acqua e rompersi alle estremità.

Step 8. Chiudete la pentola con un coperchio “il più aderente possibile”, cuocete a medio fuoco fino a quando l’acqua non bolle; una volta raggiunta l’ebollizione riducete il fuoco al minimo; controllate i dolma durante la cottura e se hanno assorbito tutta l’acqua, aggiungetene un altro po’ (basta che sia calda) e continuate cosi per circa 15 minuti.

Step 9. Spegnete e fateli raffreddare a temperatura ambiente o serviteli tiepidi con le fette di limone e foglie di prezzemolo oppure aneto.
Il dolma è servito.

Buon appetito e buona rivoluzione a tutti

Bibliografia
1) Langcake P, Pryce RJ. A new class of phytoalexins from grapevines. Experientia 1977;33(2):151–152
2) Park, H.J., J.-M. Ko, N.-R. An, Y.S. Kim, and H.-C. Cha. 2009. Contents of Trans-resveratrol in Korean grape cultivars, including “Kyoho”. J. Plant Biol. 52:319-324
3) Bay-Karabulut A. Resveratrol ve etkileri. Turkiye Klinikleri J Med Sci 2008;28(6):166-169.
4) Baur, J.A. and D.A. Sinclair. 2006. Therapeutic potential of resveratrol: the in vivo evidence. Nat. Rev. Drug Disc. 5: 493-506

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La ricetta turca originale dei Dolma: gli involtini di foglie di vite
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5 commenti su “La ricetta turca originale dei Dolma: gli involtini di foglie di vite

  1. Maria ha detto:

    Molto interessante la proverò

    1. Başak ha detto:

      Salve Maria,
      Grazie per aver letto la mia ricetta e per averla apprezzata.
      Non esiti a contattarmi se dovesse riscontrare delle difficoltà.
      Başak

  2. Rosa ha detto:

    La ricetta è molto interessante lì provo a fare

    1. Başak ha detto:

      Buongiorno Rosa,
      grazie per aver letto la mia ricetta e sono felice di aver fornito uno spunto gradito
      Se serve, sono a disposizione per ulteriori chiarimenti
      Başak

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