Pelle di frutta, il Pestil: cos’è, come si prepara e con quale frutta

Preparazione: 10 min
Cottura: 30 min
Essicazione: 48 ore
Difficoltà: facile
Dosi: per 12 persone
Costo: basso
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Cos’è la pelle di frutta o il Pestil (dal turco)
Il pestil di frutta o come conosciuto in inglese pelle di frutta (Fruit Leather) è un antico metodo di conservazione, di origine anatolica che affonda le sue radici in tempi molto lontani.
Oggi conservare la frutta matura può sembrare semplice: abbiamo frigoriferi, congelatori ed essiccatori. Eppure, anche con tutta la tecnologia a disposizione, capita ancora di vedere frutta che si deteriora prima di essere consumata. Nel passato il problema era una sfida ardua.
Immaginate di raccogliere decine di chili di albicocche, fichi, gelsi o prugne nell’arco di pochi giorni, e non possedere nessun frigorifero, nessun zucchero raffinato, né conservante. La frutta estiva si sa, ci mette pochissimo a marcire. In un contesto del genere l’unica vera arma contro muffe e fermentazioni indesiderate era ed è tutt’ora, l’eliminazione dell’acqua libera dalla frutta il più rapidamente possibile.
È in questo contesto che nasce il pestil: uno strato sottile di purea di frutta essiccata al sole, capace di conservare per mesi il raccolto senza bisogno di ingredienti o procedimenti industriali.
La cosa sorprendente è che questa tecnica non è scomparsa con l’arrivo della modernità. Anzi, oggi è sempre più in voga, divenendo in un certo senso internazionale. Non per nostalgia del passato, ma perché risponde a esigenze molto attuali: ridurre gli sprechi alimentari, limitare il consumo di zuccheri aggiunti e conservare la frutta con il minimo impatto ambientale.
Quale frutta è adatta per preparare la pelle di frutta?
Come detto poc’anzi, la tecnica è tradizionalmente applicata alla frutta estiva, data la sua elevata deperibilità. Ma il vero motivo della sua specificità alla frutta estiva era un altro: il pestil si otteneva facendo essiccare la polpa della frutta grazie al sole. Per questo motivo, anticamente il pestil riguardava soprattutto uva, fichi, albicocche, gelsi e prugne. Nonostante ciò nell’era moderna è possibile trovare il pestil di (quasi) ogni genere di frutta e di ogni stagione, grazie all’utilizzo degli essiccatori elettrici.
Cosa significa Pestil, letteralmente
Il Pestil è una parola turca che significa appunto purea o polpa della frutta. Nel turco moderno “essere come il pestil” indica uno stato di estrema stanchezza: d’altronde come potrebbe sentirsi uno che è stato appena spolpato e fatto prosciugare al sole!
Come si prepara la pella di frutta
Nel metodo tradizionale, la frutta viene prima lavata, poi spremuta e cotta, con l’aggiunta di amido o farina insieme al mosto cotto o miele, così da ottenere una densità maggiore e per ridurre l’AW (water activity); dopodiché viene frullata, eventualmente arricchita con la frutta secca tipo noci, pistacchi, mandorle ecc. e in seguito stesa finemente su teli leggeri o teglie; infine fatta essiccare al sole fino ad ottenimento di una texture simile alla pelle, non appiccicosa al tatto(1).
La mia versione si differisce di poco dal metodo originale:
- non spremo la frutta, ma la faccio a pezzettini
- non aggiungo l’amido o la farina ma lascio la frutta intera, sfruttando la sua pectina che agisce da addensante naturale
- se ho a disposizione della frutta molto matura e quindi zuccherina non aggiungo nemmeno la melassa d’uva (o miele)
Prima di passare alla mia ricetta, alcune informazioni da conoscere
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Quanto è sicuro il metodo di pelle di frutta?
Come ingegnere alimentare trovo questo metodo molto valido, e ritengo che per le caratteristiche che possiede dovrebbe essere molto più conosciuto e adoperato, specialmente nell’ambito di preparazioni casalinghe dove non si vogliono consumare zuccheri aggiunti.
La preparazione del pestil è caratterizzata da un basso contenuto di umidità e un elevato contenuto di zucchero (naturalmente presente nella frutta). Abbinamento perfetto per ostacolare la proliferazione dei microrganismi, batteri in primis(2).
Tuttavia se non è stata ottenuta un’essiccazione completa durante la preparazione o il periodo di conservazione, potrebbero nascere dei rischi per la salute.
Per evitare tutto ciò, nel caso non abitiate in Sud Italia o Sicilia (anche se con il cambiamento climatico in atto, prepararla è diventata possibile anche al nord), dove le temperature estive sono superiori a 30-35 gradi, con bassa umidità relativa, usate o un essiccatore, oppure un forno, di modo da ottenere un pestil buono e sicuro; in ogni caso controllate bene il meteo per 3 giorni consecutivi.
Come conservare la Pelle di Frutta
Per avere un prodotto più naturale e senza additivi, diversamente dal metodo originale, io non aggiungo l’amido o la farina. Per poter raggiungere la densità desiderata cucino la purea di frutta una decina di minuti in più e una volta pronto, conservo il pestil nel frigo, dentro contenitori ermetici. In questo modo raggiungo a una scadenza di circa 9 mesi.
Come capire se la pelle di frutta è andata a male?
Come sempre le tre regole fondamentali salvaguardano la salute umana, e impediscono lo spreco alimentare. Se non si è sicuri della bontà del pestil, basta controllarlo prima con gli occhi, poi con il naso e solo dopo facendo un piccolo assaggio. Se i vostri sensi determinano un’anomalia allora dovreste buttarlo, altrimenti potete mangiarlo senza preoccupazioni:
- se ci sono delle macchioline colorate e cotonose, buttate tutto. La pelle di frutta è contaminato con le muffe quali Aspergillus, Penicillium ed Eurotium(3);
- se sentite un odore diverso dalla frutta, ma acido o alcolico allora il pestil è contaminato con i lieviti osmofili, che possono fermentare la frutta, producendo gas, acidificazione e alterazioni dell’odore e del sapore;
- se non ci sono né macchioline né odori strani, allora assaggiatelo; nel caso notaste un sapore acidognolo purtroppo la pelle di frutta non è più sicura per il consumo umano; significa che i lattobacilli hanno approfittato dell’umidità elevata, causando l’acidificazione del prodotto(4).
Ma se invece non notate nulla di queste tre avvisaglie, potete gustare la pelle di frutta in totale sicurezza.
Ora che siete pronti vediamo come fare dell’ottimo pestil di frutta
Ingredienti per un'ottima Pelle di Frutta
1kg di frutta ben lavata come albicocche, fichi, gelsi o prugne;
50ml di acqua per cuocere;
- una manciata di frutta secca come noci, mandorle o nocciole (opzionale)
- 1-2 cucchiai di melassa d’uva o miele (solo se la frutta non è molto matura)
Vi serviranno inoltre: tanto sole e poca umidità, un frullatore ad immersione, carta forno, 1-2 vassoi grandi, una rete tipo zanzariera per proteggere i vassoi dagli insetti e mosche e se non avete il sole, un essiccatore elettrico
Procedimento per una facile e sicura pelle di frutta
Step 1. Lavate, denocciolate e tagliate in 2-4 pezzi 1kg della frutta scelta (tra albicocche, prugne, fichi, gelsi, ecc.); se state usando i fichi potete tenere anche le bucce, ma solo se sono in ottimo stato.
Step 2. Cuocete per circa mezz’ora con 50ml o più di acqua e se la frutta non è molto zuccherina, aggiungete 2 cucchiai di melassa d’uva o miele.
Step 3. Frullate la purea, poi fatela ribollire un’altra volta, spegnete il fuoco, aggiungete, se desiderate, una manciata di noci spezzettate;
Step 4. Stendetela finemente (circa 2-3 mm di spessore) su un vassoio foderato di carta forno e esponete al sole, avendo cura di coprire i vassoi con una rete tipo zanzariera per proteggere la pelle di frutta dagli insetti e mosche.
Mi raccomando: ricordate di ritirare i vassoi in casa, dopo il tramonto per non comprometterne l’essiccatura.
Nelle condizioni normali di bassa umidità e elevata temperatura, tipiche estive, 2 giorni saranno più che sufficienti per la completa essiccazione. Capirete il momento giusto, da come viene facilmente staccato dalla carta forno. Nel caso notate una superficie leggermente umida, una volta staccata, esponete al sole la parte che era a contatto con la carta forno e lasciate 1 altro giorno fino ad ottenere la completa essiccazione. Il pestil per nessun motivo deve risultare appiccicoso al tatto.
Step 5. Ora potete tagliare, piegare o arrotolare la pelle di frutta come se fosse una pelle vera: dopodiché inserite i pezzi dentro una busta sigillabile, o un contenitore ermetico.
Dato che non contiene nessun conservante, sarebbe opportuno conservare il Pestil in frigo, nel caso si voglia mantenerlo per mesi. Altrimenti può stare a temperatura ambiente una settimana senza problemi (sempre in contenitore ermetico).
Vi auguro buon appetito e buona rivoluzione senza sprechi
Bibliografia
1) Eksi, A. & Artik, N. (1984). Pestil isleme teknigi ve kimyasal bilesimi. Gida, 9, 263–266.
2) Ozlem Cagindi, Semih Otles, Comparison of some properties on the different types of pestil: a traditional product in Turkey, International Journal of Food Science and Technology, Volume 40, Issue 8, October 2005, Pages 897–901
3) Nas, S. & Nas, M. (1987). Pekmez ve pestilin yapilisi, bilesimi ve onemi. Bilim ve Teknik, 12, 347–352
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Summary

Recipe Name
Pelle di frutta, il Pestil: cos'è, come si prepara in casa e con quale frutta
Author NameBaşak Bartu
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