Educazione alimentare

Gli scarti disgustosi che sono… Super Alimenti

resti del pollo che diventano super alimenti

Introduzione ai super alimenti

In molti siamo affascinati dai superfood, leggiamo tutto il possibile per capire qual è il cibo del momento che dobbiamo assolutamente acquistare, perché densissimo di nutrienti e di antiossidanti.
Oggi ho fatto una ricerca su internet inserendo il termine ‘superfood’: utilizzando il motore di ricerca più rinomato, in pochissimi secondi sono usciti circa 336.000.000 risultati. Questi alimenti dai molteplici benefici, che però sembrano scritti con il copia-incolla, tutti contengono antiossidanti, tutti contengono vitamine, tutti contengono minerali.
Ma la loro vera unicità è che generano un colossale giro d’affari.
Ognuno è libero di spendere i propri soldi come crede, d’accordo; tuttavia se mostrassimo un po’ di attenzione anche agli alimenti tradizionali, spesso molto più economici, potremmo essere doppiamente vincitori. Per non parlare poi delle parti degli alimenti considerate scarti, disgustose, che sono sorprendentemente ricchi di proprietà benefiche, cioè appunto SUPER.

Iniziamo quindi.

“Scarti alimentari” che sono super alimenti

La schifosa acqua dello yogurt

Ma quanto ci piace lo yogurt, specialmente quello greco! Denso e con un sapore avvolgente, ideale per le colazioni e le merende, il compagno perfetto per gli sgarri che non possiamo chiamare tali, visto l’alto contenuto di proteine; e nel caso di quelli con grassi ridotti, addirittura poche calorie. Ho visto tante persone buttar via con fare disgustato, ‘l’acquetta’ che trafila dallo yogurt.

Quella che vedete non è prodotta dagli extra terrestri, né è il segno di una produzione scadente, o un lotto avariato: è semplicemente il siero del latte.
Il siero si forma grazie al duro lavoro dei fermenti lattici, ed è in parole povere, la parte che rimane dopo che il latte si è cagliato e colato. Questo liquido, non molto apprezzato dai consumatori, è proprio il responsabile del sapore leggermente acidulo, cosi caratteristico dello yogurt, e non solo.
Chi è attratto dai super cibi, non può non consumarlo: ha pochi grassi e colesterolo, mentre è ricco di calcio, proteine complete di tutti e 9 gli aminoacidi, una sostanziosa quantità di vitamine B e probiotici.
Non potete comprare lo yogurt perché considerato da sempre uno dei più notevoli super cibo, e non consumarne il siero: sarebbe come comprare biscotti ripieni, e non mangiarne l’interno.

Se doveste consumare lo yogurt classicamente (barattolino da supermercato), potreste semplicemente unire l’acqua e la parte solida girandolo; oppure in caso aveste appositamente fatto scolare lo yogurt perché vi serve denso, raccoglietene il liquido e usatelo dentro le zuppe, piuttosto che nei centrifugati, frullati o gelati: non sprecate tutto quel ben di Dio.

La ‘pellicina’ sul latte bollito

La mattina, in casa di tanti italiani si svolge una corsa. I partecipanti sono quelli che devono uscire di casa in tempo, docciati, preferibilmente vestiti, pettinati/truccati e possibilmente colazionati.
Quest’ultima parte avviene in alcuni casi senza intoppi: latte/yogurt freddo di frigo, unito con i cereali o altro. Tuttavia, quando si ha voglia di bere del latte caldo possono verificarsi alcune insidie ben note. Allontanandosi per un attimo a controllare il cellulare, piuttosto che rispondere alla domanda della figlioletta, ecco che il fattaccio si compie: buona parte del latte destinato alla colazione della famiglia, fuoriuscito dal pentolino, ora si trova a emollire le incrostazioni del fornello, per poi formare una fortezza contro gli attacchi dei detersivi più performanti.
Per non correre il rischio di rovinare una potenziale bella giornata, vi consiglio di lasciare un cucchiaio di legno dentro il pentolino del latte; oppure girarlo spesso, consentendo così al vapore acqueo di uscire dalla barriera formatasi sulla superficie.

Ma vi siete mai chiesti cos’è questa pellicina che spesso scartiamo senza pensarci nemmeno, tanto ci fa discretamente schifo?
Il latte è un sistema acqueo contenente proteine, grassi, carboidrati, minerali e vitamine che lo rendono uno dei pochi alimenti completi e perfetti. Riscaldandolo attiviamo vari processi, tra cui la denaturazione delle proteine e trasformazione dei grassi, insieme alla degradazione delle vitamine.
Le proteine del latte sono costituite dalle caseine e dal siero, e sappiamo essere delle strutture molto complesse, influenzabili dal calore. Scaldando il latte quindi, cambiamo la struttura delle proteine, facendo coagulare la caseina e formando al contempo una ‘barriera invalicabile sulla superficie della vostra colazione’. Il calore in questo caso è ininfluente sul contenuto degli aminoacidi. In conclusione buttando via quella pellicina (somigliante in effetti a una ragnatela), eliminate il contenuto proteico della vostra bevanda.

Un’altra cosa complicata avviene nel contenuto dei grassi.
Questi sono formati da acidi grassi di corta, media e di lunga catena, la cui struttura anche viene influenzata dal calore: aumenta la concentrazione di quelli a corta e media catena, e si riduce quella degli acidi grassi a lunga catena.

  • Quelli di corta catena, sono molto importanti per il nostro sistema immunitario e per la salute della flora intestinale.
  • Quelli di media catena sono le uniche tipologie di grassi che non si depositano come l’adiposo, ma vengono immessi nel “sistema”, senza aspettare la digestione, per generare energia.
  • Di acidi grassi a lunga catena come gli omega 3, invece non ne troviamo molti.

Dunque anche per avere il meglio dai grassi del latte, tenetevi stretta la pellicina.

L’acqua di cottura dei legumi

Lo dico subito, non è un super food, ma le sue caratteristiche mi hanno spinto a inserirlo nella categoria super.

Chi l’avrebbe mai pensato che con l’acqua di cottura dei ceci, si potessero fare delle ottime meringhe, oppure della maionese! La prima volta che feci assaggiare i frutti dell’esperimento a mia suocera (romana doc), non credette a quello che vedeva con gli occhi e sentiva con il palato.
Già, ma noi parlavamo delle cose schifose vero? La storia dell’acquafaba è abbastanza originale: il suo inventore, un musicista francese, cercando un’alternativa alla chiara d’uovo, si chiese cosa potesse “far schifo” quanto questa; e fu lì che intravide nell’acqua dei ceci analogo disgusto. Vuoi per fortuna o per intuizione, sperimentò il liquido, rimanendone entusiasta e coniando per l’appunto il nome di acquafaba.

Anche se la sua capacità di “recitazione” per sostituire l’uovo nelle ricette è davvero qualcosa di unico e fenomenale, il liquido di cottura dei ceci è altrettanto bravo nei panni di brodo di pollo (molti vegani lo utilizzano così: aggiungendo spezie e altro). Mentre quello dei fagioli neri può sostituire il brodo di carne.
I vecchi dicevano: “ciò che non strozza, ingrassa”. Ma l’acquafaba è tutt’altro che calorica, e non avendo nient’altro che proprietà sorprendenti, non può certo ingrassare.
Se non fosse che oltre ad essere priva di nutrienti, comporti un altro disagio: contiene antinutrienti e acido fitico, rilasciati dai ceci durante la cottura nell’acqua; ma se li lasciate in ammollo per tempi prolungati (almeno 36 ore), cambiando spesso l’acqua (ogni 6-8 ore), il residuo di tali componenti, non può creare un disagio rilevante.
Ecco un altro motivo in più per non comprare i legumi in scatola.

Le cartilagini del pollo

Avete preparato per cena le cosce di pollo? Io adoro il pollo, una volta ogni dieci giorni quando lo cucino, per me è una festa. Ma più che la carne di pollo io adoro le cartilagini.
Mio marito mi dice che sono strana: lui, schizzinoso al massimo, lascia una coscia con ancora della carne attaccata poiché ‘forse’ c’è la presenza di qualche legamento.
Con l’avanzare dell’età ho conosciuto e mangiato insieme a tante persone, e posso affermare che probabilmente ha ragione mio marito. Non è bastato che portassi la documentazione scientifica a riguardo, dimostrando come io non fossi l’unica al mondo ad amarle, e che le ossa di pollo ad esempio contengano naturalmente il gusto umami, a conferma di cosa provi il mio palato (in giapponese significa ‘squisitezza’). Ma io sono testarda, e quando lui si lamenta dei dolori alla schiena o alle ginocchia, gli dico di provare le cartilagini. E ora vi spiego il perché.
Una buona parte di noi fa una vita sedentaria ai massimi livelli; altri magari sono sedentari gran parte della giornata, ma poi fanno attività fisica anche molto spinta per due tre ore a settimana; e altri ancora, la gran parte, invece sono sovrappeso o obesi.
Sapete qual è il punto d’incontro di queste tre categorie? L’artrosi, artriti e co.
Sul mercato, ci sono tanti tipi di integratori per migliorare lo stato delle cartilagini e dar sollievo al paziente, riducendone i dolori. Gli studi effettuati per dimostrare l’efficacia di detti integratori sono un po’ vaghi, non c’è un effetto benefico per tutti i soggetti, ma comunque si vendono a svariati prezzi, e le persone li comprano.
Avete mai sentito il detto “l’organo nutre l’organo?”. Significa che se abbiamo problemi alle cartilagini, possiamo forse trarre beneficio mangiando le… cartilagini. Se aveste difficoltà nel gustarvele di proposito come me, potreste procedere come una volta: un bel brodo di ossa e cartilagini (preferibilmente provenienti da allevamenti biologici) fatto con l’aggiunta di aceto e cotto per svariate ore, così da liberare il collagene.
Voilà. Quando rimangerete il pollo pensateci.

Grasso e pelle del pesce

Secondo l’OMS dobbiamo mangiare pesce due volte a settimana, di cui una deve essere un pesce grasso.
Questo quando non allevato, o vissuto in acque pesantemente inquinate, è un’ottima fonte di vari nutrienti, tra cui forse il più importante è l’omega 3.
L’omega 3 serve praticamente a migliorare ogni cosa nel corpo: dagli occhi alla pelle, dai capelli al cervello e via dicendo. Il pesce azzurro, o altri tipi di pesce grasso, ne sono le migliori fonti in tutto l’universo degli alimenti, provenienti sia dai vegetali che animali.
Il nostro consumo di pesce deve essere sostenibile, perché il mare si sta svuotando giorno dopo giorno. Per tale motivo dobbiamo fare la nostra scelta in base alla sostenibilità e non per i gusti gastronomici.
Detto ciò, sappiamo bene che se non proviene da un allevamento scadente, ha spesso un costo importante, e non tutti possiamo permetterci di consumare il salmone selvatico due volte a settimana. Penso sia chiaro dove voglia andare a parare.
Quelle parti di pesce che scartate con disgusto, in realtà sono ottime fonti (forse le principali) di omega 3, collagene e proteine.
Se proprio non ve la sentiste, nonostante la prova di chiudere gli occhi e il naso, potreste asportare le pelli cotte, frullarle per bene e mischiarle al tonno, per esempio, preparando così delle squisite polpette di pesce.
Non buttate quello che vi costerebbe un occhio della testa, solo perché gratis e fa un po’ senso.

La buccia di anguria

Si lo so, leggendo quest’ultimo paragrafo darete tutti ragione a mio marito: “Başak sei strana forte sul serio!”…Anche se quando avrete finito, vi ricrederete e aspetterete che torni l’estate.

Ok, allora vado subito al dunque e sparo la bomba, e non ridete per favore: adoro sgranocchiare le bucce di cocomero, da sempre. Amo il loro sapore molto succoso e poco zuccherino che controbilancia perfettamente quello del frutto. Tutto qui.

È stato quindi sorprendente apprendere la notizia seguente, che almeno mi ha fatto riguadagnare lo statuto di persona ragionevole.
In un studio universitario del 2008 è stato dimostrato che la buccia di cocomero contiene la citrullina, che viene convertita nel corpo in un aminoacido molto particolare, il quale migliora la circolazione sanguigna, dappertutto.
Sì, avete capito bene, è un afrodisiaco naturale.
Certo mangiare le bucce come faccio io forse non vi attira lo stesso, ma eccovi qualche idea per utilizzarle.
Potreste centrifugarle arricchendo qualche frullato, oppure addirittura cucinarle nelle pietanze dove vengono contemplate le zucchine. Provare per credere.

Fra uno scherzo e l’altro, vi voglio invitare a riconsiderare quello che mangiate, come lo percepite, riducendo drasticamente lo spreco domestico. E provate a compiere ogni piccolo e grande sacrificio per riuscirvi: non fate gli schizzinosi per favore, e cercate di comprare meno per buttare ancor meno.

In questo blog spesso troverete suggerimenti su come riutilizzare gli avanzi, quindi non sarete soli e in caso di dubbi, eccomi qui.

Buona rivoluzione a tutti

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Gli scarti disgustosi che sono... Super Alimenti
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Ecco una serie di super alimenti che potrete trovare proprio negli scarti, quelle parti di cibo disgustose e che buttiamo con troppa leggerezza
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8 commenti su “Gli scarti disgustosi che sono… Super Alimenti

  1. Federico ha detto:

    ehm ehm… *cough* *cough*
    a parte le bucce d’anguria…tutto il resto non credevo fosse cibo “disgustoso” 😀 😀 😀
    sarà che vengo da una mezza “cultura contadina” per cui anche le ossa del maiale venivano ribollite all’infinito per tirar fuori un po’ di “sapore”…..
    non credevo ci fosse gente che scarta l’acquetta dello yogurt o la croccante pelle del pesce…
    ecco…m’è venuta fame! 😀 😀 😀

    1. Başak ha detto:

      Evviva la cultura contadina! Grazie per la tua partecipazione caro Federico. Detto ciò, non ci si può più sorprendere di quello che fa la gente, ormai. Ho smesso di farlo da quando ho visto i mandarini sbucciati, imballati e messi in vendita. E scusami se ti ho fatto venire fame, ti consiglio di bere 2 bei bicchieri d’acqua oppure una bella tisana per calmarla almeno fino all’ora di pranzo 😉

  2. Simone ha detto:

    Bellissimo articolo. Io già faccio tutto, anguria a parte, un po per logica un po per piacere, ed è bello avere la controprova di far bene da una persona competente come te. Grazie Başak e complimenti per la nuova avventura.

    1. STEFANO SPADA ha detto:

      Cara Basak,in effetti quel che ci dici,fa parte di retaggi che forse noi 60enni ancora abbiamo visto da giovanetti. Per le generazioni di oggi,queste parole sanno di fantascienza,e poi ci vuole “tempo” per recuperare questo cibo che è meglio buttare; oggi che i ragazzi e non, sono schiavizzati dalle ore di lavoro o non hanno più tempo da dedicare al mangiare sano,le Tue parole sembrerebbero piume al vento,ma il “semino” messo a dimora germoglia e poi nasce il “BAOBAB”…..

      1. Başak ha detto:

        Stefano intanto grazie per il tuo contributo e benvenuto a bordo della nostra rivoluzione. Hai centrato benissimo il problema, le cose sono cambiate in peggio dagli anni ’80 in poi. Cosi abbiamo imparato a buttare anziché riparare, acquistare invece di fare da sé; ma questi comportamenti non devono essere il destino delle generazioni future. Possiamo cambiare le cose, con la buona volontà e l’organizzazione si può fare davvero tutto.: quasi tutti i miei consigli sono semplici e richiedono poco tempo, per cui caro Stefano è solo questione di buona volontà, e conoscenza, niente di più. Farò del mio meglio per diffonderle 😉

    2. Başak ha detto:

      Caro Simone, grazie per il tuo contributo e per i complimenti. In effetti basterebbe mettere un po’ di logica alle azioni quotidiane che intraprendiamo, in qualunque settore. Sono convinta che per cambiare il nostro futuro, che non deve essere per forza il nostro destino, dovremmo avere molta più consapevolezza. Buon vento e buona rivoluzione.

  3. alessio farinella ha detto:

    Che figata!
    Se facessimo tutti cosi ci sarebbe molto più rispetto di tutta l’economia del sistema alimentare.. E poi sarebbe ottimo per la salute.

    1. Başak ha detto:

      Esattamente Alessio,
      considerando che a livello mondiale buttiamo un terzo di tutto quello che produciamo, ogni nostro sforzo nell’intento di diminuire lo spreco è sacrosanto.

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