Mele cotogne al forno con cannella e tahin: un dolce leggero e profumato

     

    mele cotogne al forno con cannella e tahin

     

    Tempo:       prep 5 min
                        cott. circa 1 ora
    Difficoltà:   molto facile
    Dosi:           8 persone
    Costo:         basso

     

    Purtroppo in Italia la mela cotogna fa parte dei frutti dimenticati; in effetti se siete soliti fare la spesa nei supermercati, difficilmente la incontrerete; mentre per certe nazioni come il Portogallo e la Turchia mantiene ancora la sua popolarità.
    Già dai primi giorni d’autunno, i banchi nei mercati di Istanbul si tingono del loro tenero colore e forma prorompente: non era un caso che nell’antichità la mela cotogna si considerasse
    frutto sacro ad Afrodite, utile per la fertilità.
    Si può consumare in tanti modi, cotta alla brace, sotto forma di marmellata – o “cutugnàta” -, da spalmare sul pane o per arricchire le crostate, i biscotti; ancora per realizzare delle caramelle gommose, o persino in forma liquida tipo tisane; oppure facendola fermentare a mo’ di vino e/o sidro; ma anche al naturale: in Turchia ad esempio apprezziamo mangiarla così com’è.
    La mela cotogna è
    ricca di fibre alimentari, la pectina in primis. Questa sua caratteristica, unita al sapore leggermente aspro (solo a pensarci mi viene l’acquolina in bocca!) e poco zuccherino, lo fa diventare un frutto ideale per chi vuole perdere chili o tenere a bada i livelli della glicemia.
    È ricca di vitamine A, B, E e in particolare la vitamina C
    ; abbondante di composti polifenolici e sali minerali quali il potassio, calcio, ferro e fosforo.
    Utile nell’agevolare la motilità intestinale, ma anche nel trattamento di ulcere gastriche.
    I suoi preziosi antiossidanti (catechine e epicatechine) sono dei validi alleati contro la crescita delle cellule tumorali del colon e del rene.
    Un vero nutraceutico, in quanto non solo la frutta ma anche la buccia, le foglie e addirittura i semi sono provvidenziali.
    In particolare i semi contengono le mucillagini (esattamente come l’okra: se vuoi saperne di più clicca qui
    ), le quali oltre ad offrire dei benefici per la pelle (se usati sotto forma di gel topico, dopo averli messi in ammollo per 24 ore), servono ad alleviare la tosse e il mal di gola assumendoli in infusione.
    Raccomando però la moderazione: non più di 2-3 semi a persona/dia; esattamente come i semi di albicocca o prugna, quando non maturi, contengono l’amigdalina, che racchiude in sé il cianuro.

    Dunque, con le dovute attenzioni, credo proprio che dovremmo inserire le mele cotogne nella nostra dieta.

     

    Ingredienti

    4 mele cotogne
    1 limone, spremuto
    2 stecche di cannella
    4-5 chiodi di garofano
    8 cucchiai di miele (in alternativa usate 8 cucchiai di zucchero di canna)
    1/2 bicchiere di acqua

    per guarnire ogni mezza mela cotogna

    1 cucchiaino di tahin (la purea di sesamo)
    Mezzo cucchiaino di frutta secca grattugiata (noci, mandorle, nocciole ecc.)

     

    Procedimento

    Lavate le mele cotogne, sbucciatele poi tagliatele in due. Rimuovete la parte centrale contenente i semi ma non buttate via né i semi, né le bucce.
    In un recipiente capiente mettete dell’acqua e spremetevi il succo di un limone. Inserite le mele cotogne sbucciate all’interno della soluzione per evitare che si ossidino con l’aria.
    Una volta terminata l’operazione di pulizia, in una pentola dal fondo spesso (come una buona pentola a pressione ad esempio) ponete prima le bucce e poi adagiate sopra la frutta: sarà una cottura lunga e per di più con poca acqua, in questo modo eviteremo di farle bruciare dal fondo.
    In un contenitore mescolate l’acqua, miele, i semi e gli aromi; poi suddividete il liquido sulle mezze mele cotogne che avete disposto sopra le bucce.
    Dopo circa 40 minuti (20 minuti nel caso della pentola a pressione) le mele cotogne si saranno ammorbidite abbastanza.

    A questo punto avete due opzioni:

    – trasferirle in una pirofila da forno, distribuendo equamente il liquido di cottura sopra le mele cotogne; cuocere nel forno caldo a 180 gradi per altri 30 minuti.

    – procedere senza forno; provate a girare con cura le mele cotogne dentro la pentola (sopra le bucce) e cuocete per altri 25-30 minuti sempre con il coperchio saldamente chiuso. Se durante la cottura vedete che l’acqua è evaporata del tutto, potete aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda.

    Una volta raffreddate a temperatura ambiente, potete porle in frigorifero per almeno 2 ore (comunque nessuna controindicazione nel servirle a temperatura ambiente o tiepide); guarnitele con un cucchiaino di salsa tahin (per sapere come farla in casa cliccate qui) e mezzo cucchiaino di noci tagliate grossolonamente. Adorerete questa versione vegana.

     

    Abbinamenti intelligenti

    Le mele cotogne preparate seguendo questa ricetta, cioè con una ridotta quantità di zucchero, sono abbastanza dietetiche; anche considerando i metabolismi rallentati dall’inverno.
    Mia mamma invece normalmente usa doppia dose di miele; in più, a volte, aggiunge una purea realizzata da due mele grattugiate; questa è addolcita con 2 cucchiai extra di miele, cannella e pezzi di frutta secca; la purea poi va al centro delle mele cotogne.
    Se ritenete di esservele meritate, potete provarci anche voi. Oppure aggiungete il kaymak, una sorta di panna quasi solida; o una palla di gelato alla vaniglia; o ancora, per una versione dietetica, lo yogurt al naturale.
    Ultima variante (ma che dipende solo dalla fantasia) fate come gli antichi Romani: un cucchiaio di frutta secca tipo noci o nocciole.
    Il connubio tra la frutta (o i dolci fatti con la frutta) e le fonti di grasso, oltre a rendere squisito il piatto in questione, serve anche a rallentare la digestione – che altrimenti avverrebbe in maniera rapida data la presenza di soli carboidrati semplici -, e dunque a limitare le vertiginose escalation dei picchi di glicemia.
    Perciò tenendo a bada le quantità (ricordiamo che aumentare le calorie e l’indigestione non fanno parte delle nostre ambizioni) potete estendere questa strategia su analoghe situazioni. Un esempio pratico è quello di consumare la frutta prevista per merenda, insieme a un po’ di frutta secca con guscio (noci, mandorle o altro); se è vero che in tal modo le calorie introdotte aumentano, allo stesso tempo incrementerà anche il senso di sazietà, arrivando così al pasto successivo con meno fame e minor probabilità di esagerare con il cibo (cfr. la dieta CHEtariana).

    Buon appetito e buona rivoluzione

     

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    Mele cotogne al forno con cannella e tahin: un dolce leggero e profumato
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